Ci sono cose che diresti solo a lui.
AIdear ricostruisce la voce e i modi di una persona che hai perso, per aiutarti a dire quello che è rimasto dentro. Un percorso temporaneo, con uno psicoterapeuta che lo segue dall'inizio alla fine.
Servono alcune domande iniziali. Non tutti vengono ammessi.
La maggior parte delle persone in lutto non chiede aiuto a nessuno.
Non lo si dice quasi mai per una ragione sola. C'è la vergogna di non essersi ripresi nei tempi che gli altri si aspettano, c'è il timore di passare per malati, c'è il costo di un percorso privato e c'è la sfiducia di chi ci ha già provato e non è tornato.
Nel frattempo qualcosa lo si fa lo stesso. Si riguardano le foto, si rilegge la stessa conversazione, si riascolta un vocale alle due di notte e poi un altro. Nessuno ha messo un limite a quelle ore e nessuno guarda come vanno a finire.
È qui che il problema diventa clinico: il dolore resta senza parole dette a qualcuno e senza nessuno che lo osservi. Non si sa se sta passando, se si sta fermando, o se sta diventando qualcos'altro.
degli adulti in lutto sviluppa un disturbo da lutto prolungato dopo una perdita non violenta: un dolore che non si assesta da solo.
Fonte: Lundorff et al., Journal of Affective Disorders, 2017 — revisione sistematica e meta-analisi.